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di Luca Bertaina

Albuquerque, New Mexico  estate del 1948.

È una tranquilla giornata di sole, Steve è un ufficiale della marina militare statunitense e sta guidando per raggiungere Santa Fè. In questi anni è stato sballottolato in qua e in là per il Paese e spera con tutto il cuore di trovare un po’ più di stabilità. In macchina con lui ci sono la moglie Clara, sua figlia Anne e suo figlio James, rispettivamente di due e cinque anni, e tutto procede per il verso giusto, fino a quando si imbattono in un tragico incidente: un camion stracolmo di indiani Pueblo si è scontrato con un altro veicolo, lo spettacolo è raccapricciante. I corpi sono sparsi dappertutto, il bambino sul sedile posteriore osserva la scena e in silenzio incrocia lo sguardo di un indiano. I due si fissano per alcuni interminabili secondi. Quando il pellerossa esala l’ultimo respiro abbandonando le palpebre all’inequivocabile sentenza, il bambino sente un brivido lungo la spina dorsale. È convinto che l’anima di quell’uomo si sia insediata nel suo corpo. Questo incontro cambierà per sempre la sua vita.

Quel bambino era James Douglas Morrison.

 JIM MORRISON

Ci sono decine di biografie, film, documentari, articoli… che cercano di descrivere la sua breve ma intensissima vita.

Cresciuto in una famiglia benestante, soffre molto i continui spostamenti dovuti al lavoro del padre,ammiraglio della marina militare. Il suo carattere ribelle lo porta a lasciare gli studi prima e la famiglia dopo. Trasferitosi a Los Angeles formerà i DOORS e con loro otterrà un successo planetario. In quel mondo pieno di eccessi un carattere dissidente ed estremista come il suo lo porterà molte volte al limite; tra insulti a pubblici ufficiali, svenimenti sul palco, risse, arresti per molestie, atti osceni in luogo pubblico, la sua carriera sarà costellata da alti e bassi.

 

Jim Morrison non è semplicemente un cantante, è un profeta culturale, un artista con un carisma magnetico, un poeta maledetto. “Light My Fire” è un inno alla passione sessuale molto diretto. Ovviamente fu uno scandalo per la società di allora, ma più faceva inorridire l’America puritana più accresceva la sua fama ed il suo mito tra i giovani.

Accendi il mio fuoco

Sai che sarebbe falso

Sai che sarei un bugiardo

Se ti dicessi,

Ragazza, che non possiamo eccitarci

molto di più.

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Prova a dar fuoco alla notte.

Il tempo dell’esitazione è finito

Non è tempo di rotolarsi nel fango

Prova, ora possiamo solo perdere

E il nostro amore diventare una

pira funebre.

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Prova a dar fuoco alla notte, yeah

[strumentale]

Il tempo dell’esitazione è finito

Non è tempo di rotolarsi nel fango

Prova, ora possiamo solo perdere

E il nostro amore diventare una

pira funebre.

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Prova a dar fuoco alla notte.

Sai che sarebbe falso

Sai che sarei un bugiardo

Se ti dicessi,

Ragazza, che non possiamo eccitarci

molto di più.

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Forza piccola, accendi il mio fuoco

Prova a dar fuoco alla notte.

Prova a dar fuoco alla notte.

Prova a dar fuoco alla notte.

Prova a dar fuoco alla notte.

Il 3 luglio del 1971 Jim viene trovato morto nella vasca della sua camera d’albergo a Parigi, dalla sua compagna Pamela Courson, che insieme al medico legale che ne constata la morte. Sono le uniche persone a vedere il corpo di Morrison privo di vita.

In molti sono convinti che il suo decesso sia stato inscenato per dare una seconda vita al cantante, lontano dai riflettori e dalla pressione mediatica.

Tutte queste leggende sicuramente hanno alimentato il mito, ma la verità la sanno solamente pochissime persone e, anche se la versione della “finta morte” è forse solo romanticismo, tutti i suoi fans in cuor loro sono convinti che Jim sia su qualche isola sperduta, sconosciuto tra gli sconosciuti, a scrivere poesie…

“Cos’è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? È il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l’Addio. Ma intanto, ci si proietta in avanti verso una nuova, folle avventura sotto il cielo.”

Jack Kerouac

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NOTE SPEZIATE

Siamo in un passato alternativo, è la notte di Halloween e, come ogni star che si rispetti, Jim ha deciso di mascherarsi, incredibilmente, da cowboy. Non sa per quale motivo, l’ha fatto e basta.

Raggiunge in Lambretta un famoso locale californiano chiamato “La bisca del bosco di Busca”, entra con disinvoltura e ordina subito un triplo Martini. Quando incrocia lo sguardo di John Wayne non crede ai suoi occhi, così chiede conferma agli occhi del suo vicino cieco, che gli garantisce che Mr. Wayne per l’occasione si è travestito da pellerossa… incredibile!!!

I due non riescono a scollarsi gli occhi di dosso e, non essendo cultori del tergiversare, si affrontano e si sfidano ad un duello all’ultimo bicchiere, ovviamente strabordante del buon vecchio Jack Daniels.

Al decimo bicchiere, per entrambi l’ossigeno si fa più rarefatto e il dialogo seppur non troppo serrato si infarcisce di avverbi di modo e di luogo, conditi da aggettivi gradevolmente puerili.

Quando li raggiunge Chuck Norris travestito da dromedario, le lingue sono un tutt’uno col palato, ma lui non si spaventa. Si fa portare un secchio vuoto e lo riempie con i pari Jack dei due contendenti, lo raddoppia e lo tira giù come una lattina di Sprite dopo l’ora di ginnastica alle medie, senza mollare lo sguardo sui due e senza neanche sbattere una volta le palpebre.

Fine del duello alla messicana, sotto gli occhi attoniti di un certo Sergio Leone.

P.s. I fatti narrati sono realmente accaduti, a volte conditi da un velo di sarcasmo, ma in alcuni casi la finzione è più vera della realtà stessa.

 Stay tuned, stay rock… boja fauss

-luc-

 

 

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