Inizia con una lunga intro di sassofono.

L’aria è fumosa, da night club degli anni ’40, si respira mistero, odore di sigari, whiskey e cognac.

Il sassofono sale, svisa, sale e scende su scale ripide, quando finalmente si appoggia – e parte il basso.

Ed è qui che tu ascoltatore ti rendi conto che è qualcosa che in realtà hai già sentito, ma la destrutturazione è tale da farti perdere il senso dell’orientamento.

Il pezzo cresce, accelera, si riempie di strumenti “inusuali” nell’ambito dell’hard rock (il sax, il violino, il contrabbasso) e finalmente, entra la voce di John De Leo, e la riconosci : è Highway Star, capolavoro immortale dei Deep Purple.

La perfezione tecnica dei Deep Purple è notevole – Ritchie Blackmore non sbaglia un colpo, la sezione ritmica è veloce e potente anche dal vivo, e la voce di Ian Gillian travalica le generazioni, pur rimanendo sempre fedele al suo contesto di partenza.

C’è in verità poco da dire sul pezzo di Deep Purple – un unico appunto : probabilmente rende meglio la versione live contenuta in “Made In Japan “piuttosto che la studio version – ma c’è molto da elogiare ai purtroppo sottovalutati Quintorigo.

La cover di Highway Star del gruppo italiano è contenuta in “Grigio”, uno degli esperimenti musicali più coraggiosi mai tentati nel Bel Paese. I Quintorigo uniscono sonorità jazz, blues, funky, chiavi tipicamente rock con gli strumenti tipici della musica classica (archi e fiati, soprattutto) dando via ad un melànge di sonorità unico ed inimitabile – per darvi un’idea, ascoltate l’accoppiata iniziale di “Grigio”, vale a dire “La Nonna Di Frederick Lo Portava Al Mare” e la title track, sospesa tra jazz, rock e avanguardia.

La cover di Highway Star poggia le sue basi in ambiti più “tradizionali” (stiamo d’altronde parlando di un classico hard rock quasi intoccabile) ma sostituendo le sonorità più hard con strumenti atipici – e l’assolo di violino elettrico che ricalca l’originale di Blackmore è veramente da pelle d’oca.

I Quintorigo hanno avuto l’ardire di portare in Italia un genere incredibilmente contaminato, elogiato dalla critica ma purtroppo quasi misconosciuto dal grande pubblico – quindi un consiglio, cari lettori : dategli qualche ascolto attento, non ve ne pentirete!

-Gimmy-

 

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