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Elizabeth “Lzzy” Hale

 

Prendete una sezione ritmica veloce, potente e precisa.

Aggiungete due chitarre, la prima aggressiva e martellante, la seconda acida e acuta.

Per completare la ricetta, spruzzate a volontà con una voce femminile graffiante (e anche moderatamente gnocca), ma capace di cambiare registro da bestia da palcoscenico ad amica dolce e affidabile – ma sempre un po’ arrabbiata – nel giro di pochi accordi.

Mescolate it tutto molto bene ed avrete ottenuto gli Halestorm.

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Gli Halestorm, gruppo di giovani ragazzi americani innamorati sia dell’hard rock, sia della più classica ballata, si formano a Red Lion (Pennsylvania) nel 1998.

La band è formata dalla frontwoman e chitarrista Elizabeth “Lzzy” Hale, dal fratello Arejay alla batteria e dagli amici Joe Hottinger e Josh Smith, rispettivamente chitarra e basso.

Lzzy Hale comincia a suonare la chitarra da giovanissima, cominciando a comporre canzoni dalla “tenera” età di 17 anni.

I ragazzi propongono un’esplosiva miscela di venature hard, blues americano, ballate romantiche e tanta rabbia adolescenziale, il tutto ottimamente racchiuso sia nel disco omonimo d’esordio (datato 2009, che contiene “It’s Not You, una delle prime composizione di Lzzy) ma è con “The Strange Case Of…”, pubblicato nel 2012, che raggiungono la fama mondiale.

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Il primo singolo estratto è “Love Bites (So Do I)”, anche traccia d’apertura del disco, una cavalcata al massimo della potenza, guidata da una sezione ritmica avvincente ma soprattutto dalla voce rabbiosa di Lzzy, a cavallo tra l’hair metal tipicamente anni ’80 e il gusto hard rock underground americano.

Ed è proprio con “Love Bites” che il 5 dicembre 2012, gli Halestorm conquistano prima la nomination e poi una vittoria ai Grammy Award nella categoria “Best Hard Rock Performance”.

Lzzy Hale of Halestorm performs in support of the band’s self-titled debut album at the House of Blues on January 31, 2010 in Boston, MA
Una rara foto delle budella di Lzzy Hale

Il disco procede spedito fra cavalcate più blueseggianti (“Mz. Hyde”) e brani più tipicamente hard rock (la coppia “Rock Show” e “Daughters of Darkness”) ma è con le tracce più intimiste che Lzzy Hale da’ il meglio di sé come composer e songwriter.

Il disco è infatti spezzato di netto dalla ballate “In Your Room” e “Break In”, in cui l’atmosfera violenta si placa per dare spazio ad arrangiamenti più morbidi e soffusi, nei quali la splendida voce della Hale si appoggia perfettamente a proprio agio.

A chiudere il disco, il pezzo da novanta “Here’s To Us”, ballatona che richiama alla mente le migliori tradizioni da college americano, anche se nell’inciso del ritornello trapela sempre quella rabbia che contraddistingue le composizioni del gruppo (“Tell them to fuck themself!”, urla il gruppo all’unisono).

 

E quindi “Here’s to You” cari rockers cuneesi, gli Halestorm e la splendida voce di un’altra Lady splendidamente Rock! Boja Fauss!

 

-Ele-

 

 

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