«Signore è stata una svista/ abbi un occhio di riguardo/ per il tuo chitarrista.»

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“Il chitarrista” Ivan Graziani nasce a Teramo nel 1945 e fin da bambino ha una passione smisurata per la chitarra.

Prima con i Nino Dale and His Modernists e, in seguito, con gli Anonima Sound comincia un percorso artistico che lo porterà anche al Cantagiro.

Nel 1973 pubblica il suo primo album “La città che io vorrei”, un album ancora abbastanza immaturo dove però si comincia ad intravedere la sua personalità, seguito da “Desperation” (un LP in inglese) e “Tato Tomaso’s Guitar” (completamente strumentale, dedicato al figlio).

Nello stesso periodo, comincia a collaborare come turnista per moltissimi artisti importanti quali Herbert Pagani, la PFM, Lucio Battisti, Bruno Lauzi, Francesco De Gregori e Antonello Venditti.

Dopo aver firmato per la Numero Uno (etichetta fondata da Mogol e Battisti, tra gli altri), nel 1976 registra “Ballata per quattro stagioni” – album molto apprezzato dalla critica ma che non ricevette un grande successo da parte del pubblico.

Nel 1977, con l’uscita de “I lupi”, contenente la canzone “Lugano addio”, si fa conoscere al grande pubblico.

Sull’onda del successo, l’anno dopo pubblica “Pigro” – il suo album più maturo e più conosciuto – che contiene canzoni quali “Monna Lisa”, con la quale racconta la vicenda di un ladro che vuole rubare la Gioconda, e la title-track “Pigro”.

“Agnese dolce Agnese” esce nel 1979 e oltre ad “Agnese”, ha dentro sé una delle canzoni più taglienti – e scusate il gioco di parole – di Graziani, “Taglia la testa al gallo”.

L’anno seguente pubblica “Viaggi e intemperie”, album molto importante nel quale è contenuta “Firenze (Canzone triste)”, da molti considerata la sua canzone più famosa.

Dopo due album con i quali perse un po’ di popolarità quali “Seni e coseni” e il live “Parla tu”, nel 1983 pubblica il long playing eponimo “Ivan Graziani”, nelle quali c’è la canzone “Signora bionda dei ciliegi” e quella che molti interpretano come una sorta di testamento musicale: “Il chitarrista”.

“Nove” (uscito nel 1984) viene considerato dallo stesso cantautore il suo album migliore.

Nell’ultima metà degli anni Ottanta partecipa con “Franca ti amo” a un Sanremo, senza grande successo, e tocca il punto più basso della sua carriera con l’album “Piknic”, situazione che lo fece abbandonare la Numero Uno. Nel 1989 fa uscire “Ivangarage”, album discreto che contiene una delle sue canzoni più violente, “Johnny non c’entra”, a metà tra il folk e il rock.

Nel 1991 pubblica “Cicli e tricicli”, raccolta dove prevale il genere della ballata. Nel 1995 partecipa a Sanremo con “Maledette malelingue”, canzone ancora maledettamente attuale a distanza di vent’anni, e pubblica l’omonimo album.

Due anni dopo, nel 1997, a causa di un tumore, muore all’età di 51 anni.

Ivan Graziani è stato un cantautore che, durante la sua carriera, si è cimentato anche con il fumetto e con il cinema. Un chitarrista che aveva il dono di scrivere delle canzoni coraggiose, cantandole con uno stile e un falsetto unico, portando per almeno un ventennio il rock’n’roll in Italia.

-Ste-

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